Questa guida spiega le regole generali in vigore nel 2026, con le fonti. Non è una consulenza fiscale: ogni situazione personale (altri redditi, età, residenza, familiari) cambia il risultato. Usala per arrivare preparato dal commercialista, non al posto suo.
La prima domanda: occasionale o abituale?
Tutto parte da qui. Se monti clip ogni tanto, senza organizzazione stabile, il reddito è di norma da lavoro autonomo occasionale. Se lo fai in modo regolare, sistematico e continuativo, l'attività diventa abituale e serve la partita IVA.
Il punto che crea più confusione: non esiste una soglia di importo che renda un'attività occasionale. Secondo l'Agenzia delle Entrate contano la regolarità e la stabilità degli atti economici, non il loro valore, e non serve che sia la tua unica attività (risposta a interpello n. 63/2024, riportata da Arletti Partners).
Il famoso limite dei 5.000 € esiste, ma riguarda i contributi INPS, non la natura dell'attività. Lo vediamo più sotto.
| Occasionale | Abituale | |
|---|---|---|
| Come lavori | Saltuariamente, senza organizzazione stabile | Con regolarità e continuità |
| Cosa serve | Una ricevuta per ogni compenso | Partita IVA e fattura |
| Tipo di reddito | Reddito diverso | Reddito di lavoro autonomo o d'impresa |
| Contributi INPS | Solo sopra 5.000 € l'anno | Secondo la gestione di iscrizione |
Il lavoro autonomo occasionale
I compensi da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente sono redditi diversi, secondo l'art. 67, comma 1, lettera l) del Testo unico delle imposte sui redditi (ecnews). Non serve aprire nulla: per ogni compenso si emette una ricevuta con i tuoi dati, quelli del committente, la descrizione della prestazione e l'importo.
Una ricevuta ordinata contiene di solito:
- nome, indirizzo e codice fiscale di chi la emette;
- dati del committente;
- data e numero progressivo;
- descrizione della prestazione, per esempio montaggio e pubblicazione di clip per una campagna;
- compenso lordo, eventuale ritenuta d'acconto e importo netto;
- la dicitura che si tratta di prestazione di lavoro autonomo occasionale.
Non serve un modello ufficiale: basta che i dati siano completi e coerenti con quello che incassi. Numerare le ricevute fin dalla prima ti fa risparmiare tempo quando devi ricostruire l'anno.
La ritenuta d'acconto del 20%
Se chi ti paga è un sostituto d'imposta italiano, per esempio una società, trattiene il 20% del compenso e lo versa allo Stato a nome tuo (art. 25 DPR 600/1973; aliquota in Money.it). Non è un'imposta in più: è un anticipo, che in dichiarazione viene scalato dall'imposta dovuta.
Se chi ti paga non è un sostituto d'imposta, per esempio un committente estero senza sede in Italia, di norma non trattiene nulla: incassi il lordo e dichiari tu il compenso (Fiscomania).
Le spese
Si tassa il compenso al netto delle spese specificamente inerenti e documentate, che non possono superarlo (Fiscomania). Un abbonamento a un software di montaggio usato per le clip, per esempio, è il tipo di spesa da documentare e discutere con il commercialista.
Esempio: una ricevuta da 1.000 €
Esempio di calcolo, con numeri inventati per spiegare il meccanismo.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso lordo | 1.000 € |
| Ritenuta d'acconto 20% | 200 € |
| Incassato sul conto | 800 € |
In dichiarazione indichi 1.000 € di reddito e 200 € di ritenute già versate. L'imposta vera si calcola sommando questo reddito agli altri che hai nell'anno: se è più alta di 200 €, paghi la differenza; se è più bassa, la differenza ti torna. Per questo la ritenuta non è il "costo" delle tasse, ma solo un acconto.
Dove si dichiara
- Modello 730: i compensi da lavoro autonomo occasionale vanno nel quadro D, rigo D5, con codice 2, indicando reddito, spese e ritenute (Money.it).
- Modello Redditi Persone Fisiche: vanno nel quadro RL, tra i redditi diversi (ecnews).
Se il committente ha applicato la ritenuta, ti rilascia la Certificazione Unica con gli importi da riportare. Se il committente è estero, i dati li ricavi dalle tue ricevute e dai movimenti del conto: conservali tutti.
I contributi INPS sopra i 5.000 €
Ecco dove entra la soglia. L'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS scatta solo quando il reddito annuo da lavoro autonomo occasionale supera 5.000 €, sommando tutti i committenti dell'anno solare. I contributi si pagano solo sulla parte che eccede i 5.000 €, e devi avvisare i committenti quando superi la soglia (circolare INPS 103/2004).
Per il 2026 l'aliquota per i lavoratori autonomi occasionali senza altra copertura previdenziale è il 33,72%, ripartita per un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del committente. Chi è già pensionato o iscritto ad altra forma obbligatoria paga il 24% (circolare INPS 8/2026).
Esempio di calcolo, con numeri inventati: se nell'anno incassi 6.000 € lordi di compensi occasionali, i contributi si calcolano solo sui 1.000 € oltre la soglia. Al 33,72% fanno 337,20 €, di cui un terzo, cioè 112,40 €, a tuo carico e il resto a carico del committente. Le imposte sul reddito, invece, riguardano tutti i 6.000 €.
Con committenti esteri gli adempimenti cambiano e possono entrare in gioco le regole di altri Paesi europei: è uno dei punti da chiarire subito con il commercialista.
Quando serve la partita IVA
Se il clipping diventa un'attività regolare, la strada è la partita IVA. Per chi parte, il regime più usato è il forfettario, previsto dalla legge 190/2014.
- Limite di accesso: ricavi o compensi dell'anno precedente fino a 85.000 €. Se nell'anno superi 100.000 €, esci dal regime già da quell'anno (circolare Agenzia delle Entrate 32/E del 2023).
- Imposta sostitutiva: 15%, ridotta al 5% per le nuove attività per l'anno di avvio e i quattro successivi, se l'attività non è la prosecuzione di un lavoro precedente (Fiscomania).
- Base imponibile: l'imposta non si calcola sui ricavi, ma sui ricavi moltiplicati per un coefficiente di redditività che dipende dal codice ATECO (Informazione Fiscale).
- Se sei anche dipendente: per il 2026 sei escluso dal forfettario solo se l'anno prima hai avuto redditi da lavoro dipendente o pensione sopra 35.000 € (in precedenza 30.000 €), salvo che il rapporto sia cessato (Informazione Fiscale).
Il codice ATECO
Con la classificazione ATECO 2025 è nato il codice 73.11.03, "Attività di influencer marketing". Non è automaticamente quello di chi monta clip: la creazione di contenuti video digitali rientra nel codice 59.11.00 (codiceateco.it). Il codice va scelto in base a quello che fai davvero, e cambia il coefficiente di redditività.
I contributi con la partita IVA
L'INPS non ha una regola unica per creator e influencer: l'inquadramento si valuta caso per caso. Il lavoro autonomo abituale va di regola nella Gestione separata; se l'attività è organizzata come un'impresa, l'iscrizione è alla Gestione commercianti (circolare INPS 44/2025). Per i professionisti con partita IVA iscritti alla Gestione separata, senza altra cassa, l'aliquota 2026 è il 26,07% (circolare INPS 8/2026).
Come si muovono i soldi su Klip Flix
Per tenere i conti in ordine serve sapere quando il compenso è disponibile. Su Klip Flix il compenso matura sulle view verificate delle clip approvate e diventa prelevabile dopo 30 giorni, superata la soglia di 50 €. Il calcolo del compenso è spiegato in Come si calcola il compenso di una clip.
Chi lavora dall'estero riceve il pagamento a fronte di una fattura con il proprio numero VAT, anche con bonifico SWIFT. Chi non risiede in Italia deve verificare le regole fiscali del proprio Paese.
Il clipping è solo una delle strade per guadagnare con i video brevi, e le altre hanno regole fiscali proprie: il quadro è in Come si guadagna davvero con i video brevi in Italia.
Gli errori più comuni
- Pensare che sotto i 5.000 € non si dichiari nulla. La soglia riguarda i contributi INPS. Il reddito va comunque valutato in dichiarazione.
- Confondere la ritenuta con le tasse. Il 20% trattenuto è un acconto: a seconda degli altri redditi puoi dover pagare di più o ricevere un rimborso.
- Dimenticare i committenti esteri. Un compenso arrivato senza ritenuta non è esentasse: va dichiarato lo stesso.
- Restare occasionali per abitudine. Se monti clip ogni settimana per mesi, con continuità, la domanda sull'abitualità va posta, anche se gli importi sono piccoli.
- Aprire la partita IVA senza aver scelto il codice ATECO giusto. Il codice cambia il coefficiente e quindi l'imposta.
Un'altra conseguenza da non trascurare: i redditi del clipping si sommano agli altri, e possono incidere su situazioni che dipendono dal reddito, come l'essere fiscalmente a carico di un familiare o il calcolo dell'ISEE. Se sei studente o vivi in famiglia, chiedi anche questo.
Cosa portare al commercialista
Una consulenza costa meno, e serve di più, se arrivi con i dati in ordine:
- l'elenco dei compensi dell'anno, con committente, data e importo lordo;
- le ricevute emesse e le eventuali Certificazioni Uniche;
- i movimenti dei prelievi sul conto;
- le spese sostenute per lavorare, con le relative fatture;
- gli altri redditi dell'anno, come lavoro dipendente, borse di studio o pensione;
- una stima di quanto pensi di guadagnare l'anno successivo, utile per capire se e quando aprire la partita IVA.
Con questi elementi la domanda "come devo dichiarare il clipping?" ha una risposta precisa per il tuo caso, che una guida generale non può darti.
Checklist per non avere sorprese
- Tieni un registro di ogni compenso: data, campagna, importo lordo, eventuale ritenuta.
- Conserva le ricevute e gli estratti dei prelievi.
- Somma i compensi occasionali di tutti i committenti nell'anno solare e controlla quando ti avvicini a 5.000 €.
- Documenta le spese legate al lavoro: software, attrezzatura, servizi.
- Valuta la partita IVA quando il clipping diventa regolare, non quando arriva il primo compenso alto.
- Parla con un commercialista prima della dichiarazione, non dopo.
Le regole fiscali cambiano spesso e dipendono dalla tua situazione personale. Prima di decidere, verifica il tuo caso con un commercialista.
Domande frequenti
Fino a 5.000 € non si pagano tasse?
No. I 5.000 € sono la soglia oltre la quale scattano i contributi INPS per il lavoro autonomo occasionale. Le imposte sul reddito si calcolano sull'intero importo.
Serve la partita IVA per fare clipping?
Non all'inizio, se l'attività è saltuaria: si usa la ricevuta per prestazione occasionale. Quando l'attività diventa regolare e continuativa serve la partita IVA.
La ritenuta del 20% è tutto quello che pago?
No, è un acconto. L'imposta definitiva si calcola in dichiarazione sommando il compenso agli altri redditi, e la ritenuta viene scalata.
Dove inserisco i compensi nel 730?
Nel quadro D, rigo D5, con codice 2. Nel modello Redditi Persone Fisiche vanno nel quadro RL. Altre risposte sono nelle domande frequenti.